Quando si progetta o si ottimizza un sistema di azionamento, ci si trova spesso davanti a una scelta importante: quale tipo di riduttore è più adatto alla vostra applicazione specifica?
La scelta corretta può avere un grande impatto sull’efficienza, sulla durata e, in definitiva, sul Total Cost of Ownership (TCO) della vostra macchina.
Sebbene il riduttore inox a vite senza fine (Serie FVS) e il riduttore ipoide conico inox (Serie FH) servano entrambi allo stesso scopo di base, ovvero trasferire potenza da un motore a un albero azionato riducendo la velocità e aumentando la coppia, lo fanno in modo fondamentalmente diverso.

1. Il riduttore inox a vite senza fine
Il riduttore a vite senza fine è una delle trasmissioni più conosciute e tradizionali. Il meccanismo è composto da una vite senza fine, cioè un albero con filettatura trapezoidale, che aziona una ruota a vite senza fine, cioè una ruota dentata. Gli assi sono disposti con un angolo di 90 gradi l’uno rispetto all’altro.

I vantaggi:
- Compattezza e ampia gamma: un riduttore a vite senza fine è molto compatto perché può realizzare una grande riduzione in un solo stadio. La serie FVS offre rapporti di trasmissione da 7,5:1 fino a ben 100:1.
- Impiego versatile: dotato di serie di alberi cavi in diverse misure: 14, 18, 25, 28, 30 e 35 mm.
- Costi: rispetto ad altre tecnologie, sono generalmente relativamente economici da acquistare.
- Bassa rumorosità: grazie all’azione di attrito della dentatura, sono generalmente molto silenziosi.
- Autofrenante: con rapporti di trasmissione più elevati, il riduttore può avere un effetto autofrenante, che in determinate applicazioni può rappresentare un vantaggio.
Punto di attenzione: rendimento e durata
A causa dell’azione di attrito della dentatura, l’efficienza energetica è inferiore rispetto ad altri tipi. Inoltre, nei riduttori a vite senza fine, il rendimento dipende fortemente dal rapporto di trasmissione: più alto è il rapporto, più basso è il rendimento. Per applicazioni standard o macchine che non funzionano in continuo, questo di solito non rappresenta un ostacolo. Il prezzo d’acquisto vantaggioso e l’installazione estremamente compatta compensano ampiamente questo aspetto. Solo in impianti pesanti e a funzionamento continuo il rendimento incide maggiormente sul Total Cost of Ownership e un riduttore ipoide conico risulta spesso più conveniente nel lungo termine.
2. Il riduttore ipoide conico inox
Il riduttore ipoide offre la stessa pratica configurazione ad angolo retto, ma utilizza ingranaggi temprati invece della tradizionale combinazione bronzo/acciaio.

I vantaggi:
- Rendimento estremamente elevato: la serie FH offre un rendimento elevato del 94% nella variante a 2 stadi e del 92% nella variante a 3 stadi, risultando quindi molto efficiente dal punto di vista energetico. Con una corretta selezione, spesso è persino possibile utilizzare una potenza motore inferiore per ottenere la stessa coppia rispetto a un riduttore a vite senza fine.
- Lunga durata: gli ingranaggi temprati garantiscono una durata notevolmente maggiore rispetto alle trasmissioni convenzionali a vite senza fine.
- Gamma e potenza impressionanti: questi riduttori offrono rapporti di trasmissione da 7:1 fino a ben 300:1, con una coppia massima di 500 Nm. I diametri standard degli alberi cavi sono 20, 25, 30 e 35 mm.
Punto di attenzione: valore dell’investimento
La produzione di dentature ipoidi è più complessa. Per questo motivo, il valore d’acquisto iniziale è leggermente superiore rispetto al riduttore a vite senza fine. Tuttavia, grazie all’elevato rendimento e all’usura minima, questo investimento aggiuntivo si ripaga rapidamente nel funzionamento continuo attraverso minori costi energetici e una manutenzione ridotta.
Quale riduttore è la scelta migliore?
La scelta “migliore” non esiste; dipende completamente dalla vostra applicazione.
- Scegliete il riduttore a vite senza fine FVS se cercate una soluzione economicamente interessante e igienica per applicazioni che non funzionano in continuo.
- Scegliete il riduttore ipoide conico FH se puntate a una bolletta energetica più bassa, volete garantire la massima durata e il vostro impianto funziona regolarmente o in continuo.
Il ruolo del TCO (Total Cost of Ownership)
Nei moderni processi produttivi, l’attenzione si sposta sempre più spesso dal prezzo d’acquisto iniziale al Total Cost of Ownership. Sebbene il riduttore ipoide (Serie FH) sia più costoso da acquistare, i risparmi energetici possono diventare significativi. Poiché spesso è possibile utilizzare una potenza inferiore e la durata è sostanzialmente più lunga, la scelta di una trasmissione FH si traduce nel lungo termine in una soluzione molto più vantaggiosa.
Anche la scelta del tipo di motore corretto, come un motore IE4 o IE5 ad alta efficienza energetica, può ridurre notevolmente i costi operativi. Leggete di più sulla scelta del motore elettrico più conveniente ed efficiente dal punto di vista energetico per la vostra applicazione.
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